Italia

Al di là degli oceani… Al di là dei continenti… Là, immezzo alla penisola italica, in una regione chiamata Molise, esiste un paese:

           Casacalenda

che dall’alto delle sue colline scruta l’orizzonte in cerca dei suoi figli sparsi per il mondo… Custode dei loro Avi e delle tradizioni paesane.

Luigi Piperni

                                                        Aprile 2012

 Au-delà des océans … Au-delà des continents …. Là, au milieu de la péninsule italienne, dans une région appelée Molise, il y a un village: Casacalenda… qui du haut de ses collines … scrute l’horizon à la recherche de ses enfants dispersés aux quatre coins de la terre… gardien de leurs ancêtres et de leurs traditions… Beyond the oceans … Beyond the continents … There, in the middle of the Italian peninsula, in a region called Molise, there is a village: Casacalenda… from its hills scans the horizon in search of her children around the world … guardian of their ancestors and traditions…    

Casacalenda panorama, vista da Cerrosecco

 Casacalenda – Panorama (vista da Cerrosecco con lo sfondo del mare Adriatico)  Foto: Luigi Piperni

 

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Storia di Casacalenda

Casacalenda, piccola ridente cittadina molisana, come tanti altri paesi della stessa regione è arroccata sui fianchi di una collina, detta la Montagnola, quasi come un scalatore che vuole conquistare la cima. Sin dall’inizio della sua esistenza l’aria perfettissima del paese perchè ventilata da tutte le parti, attirava i nostri avi ed è rimasta sin d’allora meta delle nuove generazioni.

La configurazione topografica del paese si può paragonare ad una croce le cui braccia irregolari potrebbero essere rappresentati dal Corso Roma, Via Termoli, Corso Vittorio Emanuele III ed il Corso Garibaldi.

Da tempo che queste strade sono battute. Ma da quando e da chi? Dalle poche autorevoli fonti a disposizione, come le storico greco Polibio (vissuto tra il 204 e il 120  a.C.) e lo scrittore latino Plinio il Vecchio (vissuto tra il 23 e il 79 d.C.) possiamo affermare con certezza che l’origine di Casacalenda è antichissima ed è molto importante perchè è anche la storia dei diretti antenati di tutti noi Casacalendesi.

Lo storico Polibio, parlando de Gerunio o Gerione (nome tuttora esistente per indicare una nota contrada dell’agro Casacalendese) sottolineava nel suo racconto che il generale cartaginese Annibale decise di farve svernare i suoi soldati prima de scontrarsi con le truppe romane nel 217 a.C.

Il console romano Caio Marco condusse invece il suo esercito sulla rocca “Kalene”. Lo scontro tra il due avversari si risolse con la distruzione totale di Gerione di cui si perse ogni traccia fino all’anno 1172. Si pottrebe pensare che i pochi superstiti di Gerione si siano rifugiati sulla Rocca Kalene dopo la partenza dei due eserciti, e così iniziò il va e viene nelle strade del paese.

Il nome Kalene sembra di origine greca; infatti “kale” significa bella e “ne” significa toppo. Tale appellative di “troppo bella” sembra giustificato dalla posizione elevata e privilegiata della rocca su cui era sito l’agglomerato urbano che costituiva insieme a Gerione e anche Provvidenti uno dei granai della Metropoli romana.

Nelle strade del paese si scambiava o si vendeva la merce ogni primo del mese (calendae nel calendario latino stava a punto a indicare il primo giorno del mese). Il paese era sede del mercato dei prodotti agricoli e del bestiame, un richiamo per un riaffollamento delle strade di questa colonia agricola romana. Tutto lascia pensare che questa località era di notevole prestigio. Da questo nasceva la trasformazione del nome originario di Kalene in Calende. Nel corso dei secoli il nome del comune subi molte variazioni (Kalena, Arx Calena, Arx Calele, Kalenda, Casa Arcolenda, Casalchilenda, e finalmente, Casacalenda).

Per il periodo che va dal 1172 al 1523 si sa solo che il territorio di Gerione e, per esteso, quello di Casacalenda, con atto di donazione passò dalla proprietà del gentiluomo termolese Iacopo Roffrido al monastero di San Giovanni in Venere presso le rive del Sangro. Nel 1549 il feudo passa agli Ametrano, nobile famiglia spagnola. Nel 1580 Lucrezia Ametrano lo porta in dote ad Antonio Di Sangro che dava origine al ramo dei Di Sangro Duchi di Casacalenda. Il feudo rimane nelle mani dei Di Sangro fino al 1805 quando Scipione Di Sangro, ultimo signore effettivo di Casacalenda lo lasciava al figlio Antonio fino al 1806 epoca della soppressione della fuedalità.

Durante la dominazione della famiglia Di Sangro cioè (dal 1579-1806) il palazzo ducale viene ingrandito e dignitosamente decorato. Quest’edificio era nulla più che un fortilizio eretto sulla roccia a difesa della borgata cintata di mura. Una stradina centrale attraversava il borgo unendo le due antiche porte di accesso, chamate “Porta Capo” e “Porta Piedi”.

La Porta Capo, molto ben conservata, è sovrastata dallo stemma ducale e antichamente insieme con la Porta Piedi veniva chiusa durante la notte e vigilata dalle guardie del Duca. La parte vecchia del paese ha conservato la sua struttura urbanistica tipicha delle rocche medioevali.

Si estende dai piedi della parte moderna ed è arroccata sull’anticha “Rocca Frentana”, chiamata a punto la “Terra Vecchia”.

Nel 1799, Casacalenda aderì alla Repubblica partenopea creata a seguito della Rivoluzione francese. Nello stesso 1799, Casacalenda subì un rovinoso assedio a causa della reazione sanfedista alla quale hanno aderito altri paesi d’intorno. Risultò il saccheggio delle case e della chiesa del paese e la distruzione dei registri e documenti conclusosi con la fucilazione di 12 cittadini, fra essi il Mastrogiurato (Sindaco) Domenico De Gennaro.

Il 2 agosto 1806 il regime feudale venne abolito dal Re Giuseppe Napoleone. Quattro anni dopo, la Commissione Feudale ordina la divisione del borgo fra il comune di Casacalenda e l’ex possessore duca Di Sangro nella ragione di un terzo e due terzi. Durante il resto del XIX secolo, piano piano il paese si sviluppò. Molti edifici e vie che distingono il paese furono costruiti durante quel epoca.

Fin dal 1864 la ferrovia statale collega Casacalenda con i maggiori centri della Regione, Campobasso e Termoli. È stata poi costruita la strada statale No. 87 che attraversa il paese, e che diventa nel suo centro Corso Roma e Via Termoli. Questi sviluppi che hanno reso facile lo spostamento, hanno fatto di Casacalenda uno dei cumuni più importanti del Molise. Il numero di abitanti, l’estensione dell’agro, l’elevato numero di professionisti e attività commerciali e artigianali, e i centri di studi rinomati sono stati i motivi per la crescita eclatante del paese.

Forse più che in ogni altro comune del meridione, l’emigrazione ha lasciato molti vuoti. Da oltre 7 mila abitanti, la popolazione del paese e scesa a circa 2,400. Oggi a Montreal si trovano circa 10,000 persone di origine Casacalendese. Queste persone hanno continuato il loro cammino sulle strade di terre nuove, ma la nostalgia le richiama sempre di tornare nel loro paesello e di passeggiare sulle stesse strada battute dai loro antenati. Anche se sone cambiate molte cose, Casacalenda rimane un ridente ed accogliente paese.

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Français

Histoire abrégée de Casacalenda

 

Situé entre deux rivières parmi les collines du Molise, s’élève Casacalenda, un pittoresque village parsemé de petites rues qu’on appelle « vicoli » dont la chaussé est constituée  par d’anciennes marches en pierres. L’endroit suggère une crèche de Noèl.

Le visiteur note immédiatement que des brises fraîches traversent doucement le rues du village qui jouis d’une  position géographique élevée, en balcon face à la mer Adriatique. On comprend rapidement les raisons pour lesquelles on aurait voulut s’établir à cet endroit et y fonder une municipalité.

Les premières références historiques de Casacalenda remontent à l’historien grec Polibius (204-120 A.C.) et à l’écrivain latin Plinius (23-79 A.D.). A cause de la situation géographique de l’endroit, en 217 A.C., Hannibal le Carthaginois y avait installé un campement militaire afin de garder l’œil sur l’ennemi, l’armée Romaine, aux mains de laquelle il a ultérieurement subi une défaite.

L’ancien nom du village, Kalena, est d’origine grecque et signifie dans cette langue ‘trop belle’, une description faisant référence à sa position géographique privilégiée. Le nom a été transformé par la suite à Calenda qui provenait probablement de « kalendae », un terme romain qui désignait le premier jour du mois où se tenait le marché. Ceci indiquerait que le village était un centre de commerce important. Nous retrouvons encore aujourd’hui l’ancien blason portant un « K » sur la « Porta Capo », l’ancienne porte d’accès au bourg  fortifié.

Le territoire a changé de mains plusieurs fois avant de tomber sous le règne féodal de la famille Di Sangro par alliance. Les Ducs Di Sangro en sont demeurés seigneurs de 1580 à 1806, année marquant la fin du féodalisme en Italie. Le palais ducal demeure toujours intact dans le centre historique de la ville.

L’histoire de Casacalenda a été marquée par une tragédie en l799 lors de l’exécution du « Mastrogiurato » (maire) Domenico De Gennaro ainsi que de 11 autres citoyens par des mercenaires envoyés par le Duc qui les croyait trop libéraux après l’intégration de Casacalenda à la République Parthénopéenne suite à la révolution française.

Le 19e siècle fût une époque de développement pour le village. Une voie ferrée y a été construite reliant Casacalenda aux autres centres importants de la région; une route nationale No. 87,  fût aussi construite  traversant le coeur du village . Ces deux voies de communication contribuerent au développement démographique et à l’essort de Casacalenda.

Les Guerres mondiales provoquèrent une vague d’immigration irréversible. Plus que toute autre région de l’Italie, le Molise fût affecté par le phénomène migratoire, et Casacalenda fût particulièrement frappée. La population de Casacalenda n’est aujourd’hui que d’environ 2,400.

À Montréal seulement se retrouvent environ 10,000 personnes d’origine ou de descendance Casacalendese ayant marqué cette terre promise par leur détermination, leurs talents, leur force et leurs traditions, et qui demeurent fiers de leurs origines.

 
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 English

Casacalenda – A Summarized History

 

Nestled among the hills of Molise, between 2 rivers, rises the town of Casacalenda with its narrow alleys called “vicoli” connected by flights of stone steps. The impression of a first-time visitor is the surreal one of walking into the village of a nativity scene. One cannot help but note the cool fresh breezes that gently blow through the village due to its elevated position, facing the Adriatic sea.  It quickly becomes clear why a town was built in this location.

The writings of Greek historian Polibios (204-120 B.C.) and of Latin writer Pliny the Elder (23-79 AD.) are the earliest records of the existence of Casacalenda.

It seems that in 217 B.C., the Carthaginian general Hannibal had set up camp in the area (the now extinct Gerione) due to its strategic location, so as to keep an eye on the enemy, the Roman army, with whom a great battle ensued. The original name of the town was Kalena which is believed to be of Greek origin meaning “too beautiful”, a description which may be attributed to the town’s privileged location. The name then was transformed to Calenda which may have been derived from the Latin “calendae”, the first day of the month in the Roman calendar when the markets were set up for trade. The ancient coat of arms which shows a “K” can still be seen on the “Porta Capo” the ancient entrance to the walled town.

The territory changed hands several times, finally coming under the feudal jurisdiction of the Di Sangro family through marriage. The Di Sangros were feudal lords and Dukes of Casacalenda from 1580-1806 which marked the end of the feudal reign in Italy. The ducal palace still stands in the town’s historical centre.

Tragedy hit the village in 1799 when as a consequence of the French revolution Casacalenda was integrated into the Partenopean Republic. Mercenaries sent out by the Duke who resented the liberal government of “Mastrogiurato” (mayor) Domenico De Gennaro, attacked and killed him along with 11 others.

The 1800’s marked an era of great growth for the village. A railway system was built to connect it to other major centres. In later years, an interstate road No. 87 which still exists today was designed to cross the heart of the town, bringing to it economic growth. Population and construction were both on the rise.

The World Wars instigated an irreversible emigration wave, and today the population of Casacalenda stands at approximately 2,400. In Montreal alone there are 10,000 people of Casacalendese origin who have marked this promised land with their skills, hard labour, resourcefulness, simplicity, strengths and traditions, and who have reason to be proud of their origins.

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